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Buenos Aires 06Protagonisti, colori e polemiche della manifestazione davanti alla sede consolare italiana in Buenos Aires. Walter Ciccione, di Tribuna Italiana, racconta la giornata del #7A.

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Venerdì 7 aprile si è svolta davanti al Consolato d'Italia in Buenos Aires l'annunciata manifestazione convocata dal MAIE per "reclamare fondi per i consolati, una maggiore disponibilità di turni per le pratiche di passaporto e cittadinanza e per il rispetto della dignità della comunità e di lavoratori dei consolati, per una soluzione al sistema di turni per le pratiche di passaporti e cittadinanza. La protesta ha raggiunto tutte le sedi diplomatiche italiane presenti nelle città dell’America Latina.

Nel caso della capitale del Plata, la via pedonale dove si trova la sede consolare, è stata testimone di una protesta singolare, con bandiere italiane e argentine, cartelli e stendardi di varie associazioni e del MAIE. E poi musica e canti, gazzarra ed espressioni di fratellanza che, in qualche modo hanno reso meno severa una manifestazione comunque di protesta e di reclamo. Severa e rigorosa nei discorsi, passati i quali però sono tornati i sorrisi, l’allegria e l’emozione dell’incontro con vecchi amici e simpatizzanti del Maie. In definitiva una protesta che si è distinta per lo spirito civico, nella quale non ci sono state offese o insulti per nessuno.

I protagonisti

Tra i protagonisti della giornata, da una parte Dario Signorini, coordinatore del Maie a Buenos Aires e presidente del Comites e di Fediba, nel suo ruolo di anfitrione e direttore dell’evento. Nel suo breve discorso, ha confermato la sua competenza, le sue doti e la passione di oratore e politico. Juan Esteban Balestretti, consigliere del Comites e del Maie e attivo collaboratore che con la sua simpatia, capacità ed esperienza politica si è ritagliato uno spazio nel movimento e nella comunità. E, naturalmente, il presidente e leader del movimento, il deputato Ricardo Merlo, accolto con una ovazione dai presenti, che mantiene intatto il suo carisma personale, col suo modo calido di avvicinare la gente e col fervore politico che trasmette.

D’altra parte c’è stata una presenza inattesa, che ha sorpreso positivamente non pochi tra i presenti, quella del console generale Riccardo Smimmo, diplomatico probo, efficiente nella sua gestione, col valore aggiunto della sua naturale amabilità, calore e simpatia coi connazionali, che è stato presente dando una immagine di compostezza, ascoltando con attenzione i discorsi che, d’altra parte, hanno sottolineato l’impegno dei diplomatici e del personale dei consolati, per affrontare le situazioni che si sono create.

Azione e reazione

Secondo la terza legge della dinamica formulata da Newton “Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria” e la manifestazione promossa dal Maie e seguita da tanti, ha provocato reazioni che si sono manifestate nelle reti sociali, che hanno interpretato la protesta come un fatto politico, terreno nel quale, si può fare ogni cosa, ma non possono essere evitate le conseguenze.

La manifestazione ha avuto reazioni dispari, favorevoli e anche di quanti si sono espressi contro la protesta.

Tra gli appoggi, quelli dei commenti della stampa di collettività, che ha ritenuto legittimo reclamare maggiore efficienza e tempestività nelle pratiche di passaporti e cittadinanza, sottolineando tra l’altro che la protesta deve farsi notare presso il governo italiano, responsabile dei tagli che hanno provocato questo stato di cose non solo nella rete consolare, ma anche nei corsi d’italiano, nei bilanci dei Comites, colpendo anche i Patronati.

Reazioni - negative - del mondo politico sia a destra che a sinistra del Maie.

Il Pd fa notare che il luogo dell’azione politica è il Parlamento e che in tale sede il Pd ha fatto approvare un ordine del giorno che impegna il governo a incrementare le risorse ai consolati, destinando il 30 per cento di quanto riscosso per la tassa di cittadinanza di 300 euro, al fine di aumentare il numero degli impiegati nei consolati. Assicurano che la richiesta dovrebbe essere implementata a breve scadenza.

Dai settori di centrodestra sostengono che “Merlo pensa chesi avvicinano le elezioni e il Maie usa la protesta per cominciare la sua campagna elettorale. Inoltre - continuano - puntano ad un obiettivo sbagliato, il corpo diplomatico, che in definitiva rispondono agli ordini della Farnesina e poi l’intervento va fatto in Parlamento, dagli eletti all’estero, proponendo leggi, interpellando ministri, ecc.

Ma il presidente del Maie, risponde serenamente: “Avere servizi consolari efficienti e un trattamento dignitoso, non è una lotta di destra o di sinistra. E’ un diritto di tutti gli italiani all’estero”, sostiene Merlo. Forse sarebbe stato opportuno - è la nostra opinione - invitare alla manifestazione i vari protagonisti della nostra comunità: parlamentari dell’opposizione, consiglieri dei Comites e del Cgie, dirigenti delle associazioni, ecc. Con loro costituire un comitato e organizzare insieme. Alcuni media assicurano che Merlo ha fatto un invito in questo senso, senza però ottenere risposte.

Il tafano!

Non c’è dubbio che il Maie è un movimento politico capace di organizzare una manifestazione per una ragione giusta e valida in tutta l’America Latina.

In tempi di letargo e apatia come quello che vive oggi buona parte della collettività, si rende necessaria una personalità con la capacità di risvegliare i dormienti e di scuoterli e a quanto pare l’on. Merlo è nelle condizioni di assumere il ruolo che la metafora socratica assegna al tafano che pungono il nobile cavallo mantenendolo sveglio. In questo caso l’analogia riguarda i dirigenti e la comunità tutta. Sarà una missione impossibile?

Da Tribuna Italiana.

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