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Il Movimento Associativo Italiani all’Estero (MAIE), movimento culturale, sociale e politico, non privilegia alcuna ideologia in particolare, ma rappresenta e difende il valore della comunità italiana all'estero.

I principi che guidano il movimento sono sostanzialmente tre: la protezione sociale dei migranti italiani, la promozione della nostra cultura e della nostra lingua, e la costruzione del "sistema Italia" nel mondo.

Questa posizione ha portato il MAIE a opporsi ai vari governi italiani che negli ultimi anni hanno distrutto la Rete consolare italiana nel mondo, hanno violato i diritti degli italiani che vivono all'estero (introducendo la tassa sulla cittadinanza e l’IMU), hanno abbandonato la nuova emigrazione italiana al proprio destino, hanno tagliato fondi per la promozione della lingua e della cultura italiana e per le Camere di commercio all'estero.

Il programma MAIE riassunto in dieci punti:

1. Rete consolare: più risorse, meno ritardi.

La Rete consolare è il biglietto da visita dell'Italia nel mondo. È necessario trovare una soluzione allo stato di catastrofe della Rete consolare, garantendo a ciascun consolato un numero di dipendenti adeguato a garantirne l’efficienza. Coloro che hanno governato gli ultimi 10 anni ci hanno lasciato in una situazione caotica e insopportabile. Attualmente per il rilascio di un passaporto o il riconoscimento di una cittadinanza ci vogliono anni di attesa quando addirittura l'impossibilità di ottenere un turno. È necessario un progressivo aumento a 97 milioni di euro l'anno dei fondi che lo Stato stanzia per pagare alle persone che lavorano nei consolati.

Questo importo rappresenta solo lo 0,0019% della spesa pubblica italiana, cioè è perfettamente fattibile. Con più parlamentari del MAIE - l'unico partito degli italiani all'estero - avremo più forza per imporre questo obiettivo fondamentale.

2. Cittadinanza italiana: no alla tassa, sì alla parità di genere nella trasmissione della cittadinanza.

Eliminare la tassa sulla cittadinanza: la legge italiana stabilisce che è cittadino per nascita il figlio di un cittadino italiano. Il pagamento di una tassa di 300 euro, per ottenere il riconoscimento di un diritto, è totalmente incostituzionale. In uno stato di diritto, è richiesta una tariffa per la prestazione di un servizio, non per il riconoscimento di un diritto; farlo significa trasformare il nostro stato in un sistema in plutocratico, perché solo la persona che ha soldi può vedere riconosciuto il proprio diritto. Lo Stato italiano, in quanto tale, deve garantire i servizi consolari.

Parità di genere:eliminare la discriminazione ingiusta che pesa ancora sulle donne. Molti figli di madri italiane, nati prima del 1948 (e quindi tutti i loro discendenti) non possono accedere alla cittadinanza italiana oggi, a causa di una legge antiquata e discriminatoria delle donne che deve essere modificata.

3. Lingua e cultura italiana.

La diffusione della lingua e della cultura italiana è uno degli strumenti più efficaci per rafforzare e promuovere la presenza dell'Italia nel mondo. Assegnare più fondi a questo settore, lungi dall'essere un costo per la collettività, è un investimento che si trasformerà in benefici concreti per l'Italia. La promozione della lingua deve essere completa, non solo per i bambini e i giovani in età scolare, ma anche per gli adulti che, a causa della loro origine o per l'attrazione culturale del nostro paese, vogliono rafforzare i legami con l'Italia.

È necessario realizzare maggiore coordinamento tra i diversi attori del sistema, attraverso un'agenzia ufficiale per la promozione della lingua e attraverso la formazione degli insegnanti all'estero, e l'istituzione nei principali consolati della figura del Promotore Culturale, che interagisca con associazioni e organizzazioni di volontariato della comunità italiana all'estero. E' inoltre fondamentale promuovere lo studio della lingua italiana anche nelle scuole pubbliche estere. 

4. Camere di commercio.

Valorizzare e rafforzare le Camere di commercio italiane all'estero, attraverso l'aumento dei fondi e la riforma dei regolamenti che regolano il sistema, deve essere una delle priorità del governo italiano per di promuovere la presenza economica dell'Italia nel mondo.

5. Eliminare l’IMU.

Gli italiani che vivono all'estero, oggi pagano la tassa IMU sulla loro casa in Italia, per il fatto che non è considerata "prima abitazione", una discriminazione ingiusta che deve essere rimediata.

6. Promuovere l'università e lo scambio scientifico.

In un mondo globalizzato, l'Italia deve promuovere ulteriormente la sua eccellente offerta universitaria, promuovere un sistema di borse di studio per giovani di origine italiana da formare in Italia e promuovere la cooperazione scientifica con ricercatori di origine italiana.

7. Controllare l'immigrazione clandestina e facilitare il rientro delle famiglie italiane.

La politica migratoria italiana deve dare la priorità all'ingresso di famiglie italiane o di persone di origine italiana dall'estero e, dall'altra parte, contrariamente a quanto è stato fatto negli ultimi anni, controllare e respingere l'immigrazione clandestina.

8. Assistenza sanitaria in Italia.

Garantire ai residenti italiani all'estero cure mediche quando rientrano temporaneamente in Italia. I cittadini italiani devono avere libero accesso al sistema sanitario in Italia anche se la loro residenza è all'estero.

9. Riapertura dei Consolati e riassegnazione del personale.

In merito alla necessità di rafforzare la rete consolare, è necessario riaprire i consolati che sono stati chiusi negli ultimi anni, ad esempio: Montevideo (Uruguay), Newark (USA), San Gallo (Svizzera). Apertura di nuovi consolati in territori con una grande comunità italiana come, ad es., gli stati brasiliani di Espiritu Santo e Santa Catarina.

10. Tutela della nuova mobilità.

La globalizzazione comporta mobilità: lavoratori, ricercatori, studenti, professionisti cercano in altri paesi opportunità di lavoro non sempre di tipo definitivo, così tanti giovani italiani vanno all'estero, o gli italiani nati all'estero spostano temporaneamente la loro residenza in altri paesi. A ciò si aggiungono le migrazioni derivanti da crisi politiche o economiche (ad es. Venezuela). È necessario riformare l'AIRE (l’Anagrafe degli Italiani Residenti all'Estero), al fine di combattere più efficacemente questo fenomeno e tutelare i diritti dei cittadini italiani migranti.

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