{"id":674,"date":"2025-04-04T15:47:00","date_gmt":"2025-04-04T15:47:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.maiemondiale.com\/?p=674"},"modified":"2025-07-29T15:50:47","modified_gmt":"2025-07-29T15:50:47","slug":"il-sangue-italiano-non-ha-scadenzadi-antonio-mariniello-coordinatore-maie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.maiemondiale.com\/index.php\/2025\/04\/04\/il-sangue-italiano-non-ha-scadenzadi-antonio-mariniello-coordinatore-maie\/","title":{"rendered":"Il sangue italiano non ha scadenzadi Antonio Mariniello \u2013 Coordinatore MAIE"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"819\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.maiemondiale.com\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Mariniello-819x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-675\" srcset=\"https:\/\/www.maiemondiale.com\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Mariniello-819x1024.jpg 819w, https:\/\/www.maiemondiale.com\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Mariniello-240x300.jpg 240w, https:\/\/www.maiemondiale.com\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Mariniello-768x960.jpg 768w, https:\/\/www.maiemondiale.com\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Mariniello.jpg 1080w\" sizes=\"auto, (max-width: 819px) 100vw, 819px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sul decreto-legge Tajani gi\u00e0 \u00e8 stato detto molto: in sintesi, il ministro limita l\u2019ottenimento della cittadinanza italiana per i nati e residenti all\u2019estero, al nonno, salvo rare eccezioni.<br>Credo sia interessante, per\u00f2, focalizzare l\u2019attenzione sulle considerazioni alla base del decreto, ovvero sui motivi che lo hanno determinato. Perch\u00e9, il tono, il linguaggio e gli argomenti usati restituiscono un quadro fedele di come l\u2019attuale governo vede noi italiani all\u2019estero.<br>La premessa da cui si parte \u00e8 che la legge attuale, in pratica, d\u00e0 la cittadinanza a tutti, non possedendo limiti generazionali e non essendo supportata dalla richiesta presenza di vincoli \u201ceffettivi\u201d (termine che troveremo spesso nel documento) con l\u2019Italia. Premessa tutto sommato, seppur tendenziosa, condivisibile nella sostanza<br>A tale premessa fanno seguito per\u00f2 una serie di considerazioni, che cominciano con una prima deduzione a dir poco opinabile:(\u2026) \u201dtale assetto normativo determina la crescita continua ed esponenziale della platea di potenziali cittadini italiani che risiedono al di fuori del territorio nazionale che sono prevalentemente legati ad altri Stati da vincoli profondi di cultura, identit\u00e0 e fedelt\u00e0\u201d. \u201cProblema\u201d, faccio notare, comune a tutti quelli con pi\u00f9 passaporti. A quelli, per esempio, che arrivano in Italia a studiare o lavorare e che, dopo tanto penare, aggiungono la agognata cittadinanza italiana a quella di marocchini, filippini, ucraini, nigeriani, cinesi, senza rinunciare, con giusta ragione, al \u201clegame prevalente\u201d coi loro paesi di origine.<br>Si prosegue, con toni gi\u00e0 decisamente sopra le righe, adducendo rischi \u201cper la sicurezza nazionale ed europea\u201d: \u201cla possibile assenza di vincoli effettivi (\u2026) costituisce un fattore di rischio serio ed attuale per la sicurezza nazionale e, in virtu&#8217; dell&#8217;appartenenza dell&#8217;Italia all&#8217; Unione europea, (anche n.d.a.) degli altri Stati membri della stessa e dello Spazio Schengen. Come dire che tutti gli italodiscendenti, a cominciare dai nostri figli, rappresentano un rischio \u201cserio ed attuale\u201d per la Patria (!)<br>Si continua in un crescendo che gi\u00e0 rasenta livelli orwelliani di fanta-letteratura: \u201cRitenuta (\u2026) la straordinaria necessit\u00e0 ed urgenza di introdurre limitazioni nella trasmissione automatica della cittadinanza italiana a persone nate e residenti all&#8217;estero, condizionandola a chiari indici della sussistenza di vincoli effettivi con la Repubblica\u201d. Straordinaria urgenza? Forse a Chipilo stanno gi\u00e0 armando un esercito per abbattere l\u2019Italia a colpi di burro e fontine e noi non lo sappiamo? Ancora ritornano sti benedetti \u201cvincoli effettivi\u201d, ma mi spiegate cosa sono? io ho sentito molti expats ed altrettanti amici che vivono in Italia dichiarare di non volere pi\u00f9 avere niente a che fare col nostro Paese, parlandone in termini dispregiativi. Chiedo per un amico: questi i \u201cvincoli effettivi\u201d ce li hanno o no?<br>Ci si avvicina alla conclusione, e si cambia genere, passando alla farsa, tirando in ballo addirittura la Costituzione: Ritenuta pertanto la straordinaria necessit\u00e0 ed urgenza di operare un bilanciamento tra i principi di cui agli articoli 1 e 3 della Costituzione, (\u2026) evitando l&#8217;intrinseca irragionevolezza di riconoscimenti della cittadinanza italiana secondo criteri diversi a seconda di un fattore casuale e non indicativo di vincoli effettivi con la Repubblica, quale la nascita dei richiedenti, in luogo dell&#8217;effettivo esercizio di diritti o adempimento di doveri connessi con lo stato di cittadino. E qua, permettetemi, se l\u2019articolo 1 stabilisce che \u201cL&#8217;Italia \u00e8 una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranit\u00e0 appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione\u201d, e fin qui tutto bene, L\u2019articolo 3, a mio modo di vedere, diventa la classica zappa sui piedi: \u201cTutti i cittadini hanno pari dignit\u00e0 sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali\u201d. E noi qui che facciamo? Discriminiamo, perch\u00e9 una \u201ccondizione personale\u201d, il vivere all\u2019estero, \u00e8 condizione sufficiente, d\u2019accordo a quanto sostiene il legislatore, affinch\u00e9 si decida, in modo del tutto arbitrario, di negare il diritto di diventare cittadini italiani a decine di milioni di italodiscendenti nel mondo; eh gi\u00e0, perch\u00e9 qua, fuori dall\u2019o stivale, si diventa italiani per \u201cun fattore casuale\u201d. Come se un destino divino, scritto su pietra, avesse determinato che io, molti di voi ed il ministro stesso, fossimo nati in Italia e non in Burundi. Ma non sar\u00e0 forse il fatto che quelli che ci hanno concepito avessero sangue italiano potrebbe essere motivo di causalit\u00e0 e non casualit\u00e0? Allo stesso modo in cui sono venuti al mondo i tanti amici della Manuel Gonzalez, di Chipilo, della Gutierrez Zamora, della nuova Venezia; nomi che, temo, al legislatore non diranno nulla, (cerchi su Google o si faccia aiutare dal nipotino sveglio, nel caso) ma che a noi evocano i sentimenti pi\u00f9 sani e genuini che si possano legare alla nostra terra.<br>Il finale poi, \u00e8 definitivamente surreale: \u201cRitenuta la straordinaria necessit\u00e0 e urgenza di introdurre misure per evitare, (\u2026) un eccezionale e incontrollato afflusso di domande (\u2026) della cittadinanza, tale da impedire l&#8217;ordinata funzionalit\u00e0 degli uffici consolari all&#8217;estero, dei comuni e degli uffici giudiziari. Qua si applica quello che io definisco il famoso \u201cmetodo della patente messicana\u201d: constatato che durante gli esami per il conseguimento della patente vi era troppa costruzione, si decise allegramente di\u2026non fare pi\u00fa gli esami(!) e dare patenti a tutti, come uova di cioccolato! Come dire, troppi pensionati alla posta a ritirare le pensioni? Pum! Togliamo le pensioni, cos\u00ec liberiamo gli uffici!<br>In conclusione, comprendo la necessit\u00e0 di rivedere una legge che, probabilmente, ad oggi \u00e8 troppo poco puntuale e carente in alcune parti; capisco anche la necessit\u00e0, eventualmente, di porre dei paletti al conseguimento di una cittadinanza che, pur restando fermo il principio che \u00e8 un diritto per chi ha sangue italiano, possa eventualmente tradursi in una conquista, in una volont\u00e0 che l\u2019aspirante esplicita attraverso un serio impegno (imparare la nostra lingua, la nostra cultura ecc.). Condivido finanche la necessit\u00e0 di snellire il lavoro dei pubblici uffici, soprattutto dei consolati, gi\u00e0 in costante affanno da decenni e non certo per colpa degli \u201caspiranti italiani\u201d. Non accetto, tuttavia, questa volont\u00e0, neanche troppo velata, di voler far passare gli italiani all\u2019estero come italiani di serie B. Meno se, a decretarlo, \u00e8 una classe politica di serie C.<br>Non accetto che il decreto, pi\u00f9 che da un equilibrato uomo dello stato, come consideravo il nostro ministro fino a qualche mese fa, sembra (e chiedo scusa in anticipo se qualcuno si sentir\u00e0 tirato in ballo dal mio incontrollato eccesso di fantasia) figlio illegittimo di una serata tra vecchi, ma vecchi amici che commentano, davanti a un bicchiere, un ipotesi cospirativa, piuttosto bislacca, di un gruppo di italo brasiliani e argentini, che a ritmo di samba e tango, sono pronti a marciare, come in un carnevale di Rio, su Roma, per impadronirsi dello stivale. Per fortuna le marce su Roma sono solo, per quanto mi riguarda, un lontanissimo, disgraziato ricordo. Si rassereni ministro, non siamo sott\u2019attacco degli emigrati, e non lo saremo mai, perch\u00e9 gli italodiscendenti indossano l\u2019azzurro, almeno con lo stesso orgoglio con cui lo facciamo noi. Non crei isterismi inutili: il Paese \u00e8 salvo. Siamo tuttalpi\u00f9, e cito i Bisca, sott\u2019attacco dell\u2019idiozia, ma questa \u00e8 un&#8217;altra storia.<br>Caro legislatore, siamo ancora in tempo a svegliarci, a ricucire l\u2019errore, e a darci si una nuova legge sull\u2019immigrazione, ma che sia figlia di uno studio attento, di un confronto aperto, pacato, senza pregiudizi o secondi fini, consultando tutti gli attori, incominciando dai noi: i protagonisti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sul decreto-legge Tajani gi\u00e0 \u00e8 stato detto molto: in sintesi, il ministro limita l\u2019ottenimento della cittadinanza italiana per i nati e residenti all\u2019estero, al nonno, salvo rare eccezioni.Credo sia interessante, per\u00f2, focalizzare l\u2019attenzione sulle considerazioni alla base del decreto, ovvero sui motivi che lo hanno determinato. 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