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"Votiamo NO all’ emendamento PD/AP che permette candidature all’estero dei residenti in Italia e al ridicolo emendamento Fiano (PD). Chiaramente no alla fiducia a questo governo"

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Roma, 26 ottobre 2017:- L’on. Claudio Zin (MAIE Argentina) è intervenuto oggi nel dibattito in corso sul Rosatellum, con argomentazioni molto critiche,annunciando a nome del Movimento Associativo Italiani all’Estero il voto contrario alla fiducia:  “Sono convinto – ha detto - che sia assolutamente sbagliato  far approvare una legge elettorale a colpi di fiducia, ancor peggio se questo accade alla fine della legislatura. Il MAIE voterà contro la fiducia a questo governo perché fondamentalmente non se la merita!

Ricordo – ha sottolineato Zin - che la legge Tremaglia è nata per dare la possibilità agli italiani che vivono all’estero di partecipare alla politica italiana in Parlamento, eleggendo propri rappresentanti direttamente nella propria comunità di residenza.

Consentire ad un cittadino residente in Italia di candidarsi nella circoscrizione estero - e per di più senza reciprocità, non consentendo ad un residente all'estero di candidarsi in Italia – è un’ ulteriore restrizione alla rappresentanza in parlamento delle nostre comunità che avrebbero diritto ad averne molta di più.

Quindi con fermezza e determinazione il MAIE vota NO a questa fiducia e alle politiche di questo Governo!" ha concluso il sen. Claudio Zin.

Signor Presidente,

Cari Colleghi, 

È chiaro che ci troviamo di fronte ad un governo che, insieme ai suoi alleati in Parlamento, disprezza i 4.973.942 cittadini italiani residenti all'estero.

Sono convinto che sia assolutamente sbagliato far approvare una legge elettorale con la fiducia, ancor peggio alla fine di una legislatura che ha avuto come protagonista un governo completamente assente sui numerosi problemi che affliggono i nostri concittadini residenti all'estero.

Dopo aver distrutto la rete consolare, oggi assistiamo al tentativo di colpire anche la credibilità del voto all'estero.

Questo governo ha deciso infatti di dare agli italiani residenti in Italia la possibilità di candidarsi anche all'estero, negando invece ai candidati della circoscrizione Estero la possibilità di candidarsi in alcun collegio plurinominale o uninominale del territorio nazionale.

Dare la possibilità ai residenti in Italia di candidarsi anche all’estero significa solo voler snaturare la legge Tremaglia, pensata per consentire proprio agli italiani che vivono all’estero di partecipare alla politica italiana in Parlamento, attraverso i loro rappresentanti.

Come se non bastasse, a tutto ciò si aggiunge il divieto di potersi candidare all'estero a tutti coloro che abbiano ricoperto una carica di governo a qualsiasi livello, elettiva o no, nel Paese di residenza, nei cinque anni precedenti la data dell'elezione.

Anche in questo caso siamo in presenza di un emendamento di dubbia costituzionalità, le cui motivazioni non sono state spiegate neanche dal suo stesso autore.

Una previsione talmente vaga da non riuscire nemmeno a chiarire chi sarà colpito da questo divieto di candidabilità; con la conseguenza che provocherà sicuramente degli equivoci che potrebbero sfociare in istanze giudiziarie.

Io una spiegazione me la sono data: questo emendamento nasce da qualcuno che, presumibilmente in Brasile, si è sentito minacciato politicamente. Ma l'esito di questo azzardo legislativo sarà il rischio di lasciar fuori dalla competizione i cittadini italiani che avrebbero voluto partecipare democraticamente alla prossima sfida elettorale.

Oggi, in qualità di rappresentante del MAIE- Movimento Associativo degli Italiani all'Estero, negherò la fiducia al governo, esprimendo il mio voto contrario, in dissenso dal mio gruppo.

Concludo il mio intervento riportando le parole di un mio caro amico senatore sulla particolare vicenda di noi italiani all'estero:

COMPRENDO LA TUA AMAREZZA, HANNO FATTO UN ENORME INGIUSTIZIA.INSPIEGABILE E FORSE ANCHE INCOSTITUZIONALE.

E da ultimo vorrei chiarire che, contrariamente  ad alcune voci di corridoio, il MAIE non candiderà nella sua lista alcun cittadino italiano residente in Italia.

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