Merlo: Ridicolo, mettono una tassa di cittadianza di 300 euro (inventata dal Pd e appoggiata dall’Usei) e i servizi consolari diventano ogni giorno più disastrosi. Va abolita

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Si arriva alla fine della Legislatura e si va verso le elezioni e l’on. Ricardo Merlo fa un bilancio di questi cinque anni di governo a guida Pd. Per il presidente del MAIE, che questa volta si candiderà al Senato, si tratta di un bilancio completamente negativo per quanto riguarda le politiche per gli italiani all’estero. “Chi è d’accordo con i tagli e la tassa di 300 euro continui a votare Pd o Usei, altrimenti voti il MAIE”.

di Tribuna Italiana

Chi è d’accordo con quanto ha fatto il governo del Pd in questi cinque anni, tagliando i fondi per la rete consolare, per la cultura italiana, per le attività delle Camere di Commercio italiane all’estero, e mettendo una tassa di 300 euro sulla cittadinanza, può votare il Pd o l’Usei, che hanno sostenuto le politiche del governo nei confronti degli italiani all’estero. Se invece vogliono un cambiamento, votino il MAIE, che non ha mai sostenuto queste politiche e ha votato contro tutti i provvedimenti contrari agli italiani all’estero.

Lo dice l’on. Ricardo Merlo in una intervista alla TRIBUNA ITALIANA, a pochi giorni dalla fine dell’attuale Legislatura. Infatti, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella si accinge a firmare il decreto di scioglimento delle Camere e quindi a convocare le elezioni, che dovrebbero tenersi il 4 o l’11 marzo. Merlo, che in ognuna delle tre elezioni alle quali ha partecipato, è sempre stato il candidato alla Camera che ha ottenuto il maggior numero di preferenze (43.000, 50.000, 73.000) tra gli eletti all’estero, questa volta si candiderà al Senato. E ripete la frase che ha fatto in ogni elezione: “Questa è una nuova elezione, partiamo tutti da zero”.

Una intervista, quella con l’on Ricardo Merlo, che gira attorno al bilancio di questa Legislatura, iniziata nel mese di marzo di 2013 durante la quale si sono succeduti tre governi a guida Pd, presieduti da Enrico Letta, Matteo Renzi e infine, da un anno, da Paolo Gentiloni.

“Un bilancio, assicura l’on. Merlo, chiaramente negativo per la politica verso gli italiani all’estero, perché oltre ai tagli sui capitoli che ci riguardano, questo governo ha messo la iniqua tassa di trecento euro per il riconoscimento della cittadinanza italiana ai discendenti degli emigrati italiani. Più iniqua, più ingiusta di così non poteva essere. E’ una vergogna che si debba pagare una tassa per vedersi riconosciuto un diritto”. “E poi – continua il leader del MAIE – avevano promesso che i fondi raccolti con quella tassa sarebbero stati utilizzati, almeno parzialmente, per migliorare i servizi consolari. Invece la tassa viene riscossa dal 2014 e ancora non hanno versato un euro ai consolati. E intanto i nostri connazionali devono sopportare una rete consolare inadeguata e insufficiente”.

“E non voglio dimenticare inoltre il fatto che questa maggioranza guidata dal Pd, ha approvato una modifica che snatura la Legge Tremaglia, per consentire a qualche politico residente in Italia di candidarsi nella Circoscrizione Estero”.

Non c’è stato qualche ripensamento, qualche ritorno indietro su decisioni prese prima, sulla rete consolare?, chiediamo.

“Solo di facciata e dopo che noi, che in questo Parlamento siamo soltanto due deputati e un senatore, abbiamo mantenuto una costante azione reclamando la riapertura di alcune sedi consolari. Alla fine hanno deciso di riaprire Santo Domingo, mentre noi insistiamo perché riaprano Montevideo. Ma la risposta del governo è stata completamente insufficiente. Per questo motivo quest’anno abbiamo continuato a protestare, organizzando manifestazioni davanti a tutte le sedi consolari italiane in America Latina, alle quali hanno partecipato migliaia di italiani. Perché i nostri connazionali sono stanchi delle attese di anni, dei disservizi, della lotteria dei turni, delle inadempienze di tanti consolati, nonostante l’impegno di consoli e personale.”

Ma nella legge di Bilancio appena approvata, i suoi colleghi del Pd dicono che sono state approvate alcune misure, alcuni aumenti di fondi ai capitoli del bilancio per gli italiani all’estero...

Si tratta solo di propaganda elettorale. E’ poco serio annunciare aumenti di fondi, nell’avvio della campagna elettorale. Perché non l’hanno fatto prima? Perché hanno messo una tassa sulla cittadinanza? Perché hanno trattenuto i fondi riscossi con i 300 euro per ogni cittadinanza? Qualche collega, che apprezzo personalmente, ha annunciato varie volte, dopo che si era rivolto al ministro delle Finanze, che il 30 per cento di quei fondi sarebbero stati sbloccati e spediti ai Consolati. Ancora non ne abbiamo notizie. E poi ci domandiamo, a quanto ammontano tali fondi? E quelli riscossi con le altre tasse che pagano gli italiani residenti all’estero nei consolati o in Italia? Facciamo il conto e vedremo che quel che pagano i residenti all’estero supera ampliamente quanto viene destinato alle politiche per le nostre comunità.

“Noi abbiamo presentato un emendamento alla Finanziaria perché siano destinati 97 milioni di euro in quattro anni, a risolvere il problema della rete consolare, assumendo personale di ruolo.”

Personale – secondo quanto hanno denunciato i sindacati - che negli ultimi anni è stato ridotto di quasi mille unità. “Noi vogliamo che quei mille addetti al lavoro, che conoscono il lavoro consolare, ritornino nei consolati. Quei 97 milioni, sono lo 0,019% del bilancio dello Stato. E’ possibile che ci dicano che non hanno soldi per risolvere un problema così grave, esteso e impellente come quello del servizio consolare? Gli annunci di aumenti dei fondi sono solo propaganda elettorale”.

A Roma è fallita l’approvazione della riforma della legge sulla cittadinanza, che introduce il principio dello ius soli, dando la cittadinanza italiana a chi nasce in Italia. Quale è la posizione del MAIE al riguardo?

Siamo contrari. Anche in questo caso è una mossa elettoralistica della sinistra e in particolare del Pd. Vogliono rivendicare il presunto merito della riforma. Ma è una riforma da irresponsabili, perché vogliono dare la cittadinanza a gente che magari sta qualche anno in Italia e poi ritorna nei suoi paesi, generalmente in Africa o in Medio Oriente, che non hanno legami culturali o di appartenenza con l’Italia prima di arrivare e che non li mantengono dopo che sono partiti. Ma intanto saranno italiani e lo Stato dovrà occuparsi di loro.

Ma in un certo senso non è come l’Argentina, che sin dall’inizio ha deciso di dare la cittadinanza a tutti quanti nascevano nel paese?

Assolutamente no. Si tratta di situazioni politiche, storiche e culturali completamente diverse. E poi non è vero che il figlio di stranieri che nasce in Italia non ha diritto alla cittadinanza italiana. Con l’attuale legge, i figli degli immigrati, quando compiono i diciotto anni, possono chiedere che gli venga concessa la cittadinanza italiana. Non c’è discriminazione. E’ una semplice pratica. Non vediamo ragioni per cambiare la legge.”

Quali sono le attese del MAIE di fronte alle elezioni?

“Noi abbiamo lavorato seriamente ed abbiamo una presenza capillare sul territorio, particolarmente nell’America meridionale. Ma siamo presenti anche nell’America centrale e settentrionale e in Australia e in vari paesi d’Europa. Gli italiani all’estero sanno che non rispondiamo agli ordini dei partiti italiani, che fanno gli interessi della politica romana. Noi siamo un movimento, non un partito, che esprime l’appartenenza all’italianità, e che difende gli interessi degli italiani all’estero, che sono una risorsa per l’Italia per cui vanno curati e non ignorati come ha fatto il governo del Pd in questi anni.”

“Secondo tutti i sondaggi elettorali, ci sarà ancora una grande parità tra centrodestra, grillini e Pd. Noi siamo certi che otterremo ancora un grande risultato, perché esprimiamo i valori dell’associazionismo, che è il cuore delle comunità italiane. E siamo certi che la nostra presenza in Parlamento, sarà molto importante per qualsiasi maggioranza. Faremo valere quella forza nella formazione di una maggioranza, in cambio di un impegno concreto, firmato direi, in favore di una politica per gli italiani all’estero. Per questo motivo sarà importante che la gente continui a rinnovarci la fiducia. Ripeto, chi è soddisfatto con i tagli dei fondi e con la tassa sulla cittadinanza, può continuare a votare il Pd o l’Usei. Invece se vogliono che le cose cambino sul serio, votino il MAIE.”

Qualcos’altro da aggiungere?

“I parlamentari del Pd e Renata Bueno (parlamentare dell’USEI) hanno appoggiato tutto l’agire del ultimo governo. Quindi ci spieghino le cose positive che hanno fatto in cinque anni. Noi abbiamo battagliato contro tutte queste politiche. E nella prossima legislatura con più parlamentari MAIE andremo al governo, aboliremo questa tassa incostituzionale e faremo fare quello che è un dovere di qualsiasi Stato : garantire i servizi consolari in forma degna e in tempi rapidi. Non è possibile che rinnovare un passaporto o accedere a un turno di cittadinanze sia una vera “missione impossibile”. E sia chiaro che i responsabili non sono né i diplomatici, né i lavoratori consolari, i quali sono vittime del sistema tanto quanto noi”.

“I responsabili veri sono quelli che hanno partecipato al governo negli ultimi cinque anni: Pd, Liberi e Ugualia, Usei, Ap... cioè tutti quelli che con i loro voti in Parlamento, hanno sostenuto le politiche degli ultimi cinque anni che hanno penalizzato gli italiani all’estero.”

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